PALESTRE SCOLASTICHE, IL RITARDO DI GHILARDI NON CHIUDE LA CRISI POLITICA: QUESTA AMMINISTRAZIONE È FINITA.
Le dimissioni di Scaffidi e la revoca delle deleghe a Malavolta certificano il fallimento della Giunta. Le dimissioni dell’assessore Francesco Scaffidi e la revoca delle deleghe a Riccardo Malavolta non chiudono il caso delle palestre scolastiche. Al contrario, certificano una crisi politica che il sindaco Giacomo Ghilardi non può più nascondere né fingere che non esista. In poche ore la Giunta ha perso due assessori provenienti dalla lista civica del Sindaco e scelti direttamente da lui. Prima Scaffidi ha ammesso pubblicamente che sulla vicenda delle palestre l’Amministrazione ha commesso un errore. Poi Ghilardi ha revocato le deleghe a Malavolta, dichiarando il venir meno del rapporto fiduciario.
Non si tratta di un normale avvicendamento amministrativo. Sono due fatti politici gravissimi, sui quali il Sindaco continua a non fornire alcuna spiegazione alla città. Anche le parole utilizzate da Scaffidi non possono essere archiviate. Quando scrive che «sarebbe troppo riduttivo guardare la pagliuzza negli occhi degli altri e non la trave nel proprio», solleva inevitabilmente una questione che riguarda l’intera Amministrazione. Il silenzio del Sindaco appare sempre più come un modo per sottrarsi alle proprie responsabilità e lasciare che ogni colpa ricada sugli assessori allontanati.
Ma Ghilardi non è uno spettatore: è il capo dell’Amministrazione, ha scelto quella squadra, ne ha stabilito le priorità politiche e di bilancio e deve rispondere dei suoi risultati. A questo punto non è più in discussione il destino di uno o due assessori.
È fallita un’esperienza amministrativa. La vicenda delle palestre scolastiche è soltanto l’ultimo episodio di una lunga serie: solo nell’ultimo mese la perdita del finanziamento PNRR da 1,7 milioni di euro per l’asilo nido di via Alberti e oltre mezzo milione di euro sprecati per mettere qualche gioco e un inutile chiosco nell’area feste.
A questi si aggiungono il nuovo PGT ancora bloccato, tasse locali ai massimi, la strage di alberi tagliati e non sostituiti, la sporcizia delle strade ormai a livelli inaccettabili, strutture sportive abbandonate, quartieri senza progetti e una viabilità gestita senza alcuna programmazione.
Questa non è più un’Amministrazione che governa.
È una Giunta che rincorre le emergenze, perde pezzi e non riesce a indicare una direzione alla città. Quando vengono meno fiducia, coesione e capacità di governo, il dovere di un sindaco è prenderne atto. Le forze del centrosinistra chiedono quindi a Giacomo Ghilardi di dichiarare conclusa questa esperienza amministrativa, dimettersi e restituire la parola ai cittadini. Saranno loro a scegliere chi dovrà guidare Cinisello Balsamo fuori da questo fallimento.

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